Archive for Esperienza all’estero

Marketing Department

Nel Marketing Department la mia prima missione è stata quella di creare una landing page. L’obiettivo è quello di presentare velocemente una città e siamo riusciti a creare queste landing page nel database dell’azienda.
Il primo passo è scegliere un paese e in seguito una città in un file salvato sul computer del supervisore, e successivamente, bisogna scrivere il nome e la data . Penso sempre al titolo, perchè il titolo deve essere accattivante e accurato. Dopo di che iniziamo la ricerca delle informazioni sulla città, riguardo la vita notturna, lo shopping, il giro turistico, il fuso orario, il clima ed i traporti pubblici. Alla fine, cerchiamo una foto della città in un file nel datbase o se non la troviamo , chiediamo al dipartimento di Media di trovarne una. E quindi posizioniamo la foto sul lato sinistro della nostra landing page.

Quindi, devo scrivere articoli. Ogni settimana, devo scrivere un articolo o per Traveltura o per Internship UK. Gli argomenti che ho scelto per Traveltura erano sulla Francia e Inghilterra.

In più, dobbiamo anche creare post su Twitter.
Ogni settimana, c’è una lista con il nome dei tirocinanti. Questi post sono collegati ai tirocini il chè significa dritte per scrivere un CV o per scrivere lettere di referenza. In questo caso dobbiamo faree il log-in sull’account dell’Internship-UK su Twitter. D’altra parte, quando scriviamo qualcosa sul viggiare in Europa o in Gran Bretagna, dobbiamo fare il log in su Traveltura. Per quanto riguarda gli argomenti dei miei post, cerco spesso su siti differenti come il The Guardian, The Daily Mail, BBC News o L’Huffington Post. Una volta trovato un piccolo articolo molto interessante, devo solo accorciare un po’ l’articolo e semplicemente copiare e incollare il link.
Una volta trovato il mio argomento, scrivo una bozza di un post con una frase seguita dal link e dopo lo mando al Media Department . E’ essenziale avere un post ben scritto su Twitter per ricevere l’attenzione di coloro che lo utilizzano. Non appena corretto, posso pubblicarlo su Twitter, un sito web dove è possibile scrivere i tuoi Tweets ( letteralmente “cinguettii”)e pubblicarli.
Dunque questo è l’ultimo passo. Scrivo il mio post e scelgo data e ora. Possiamo lavorare soli o in coppia. Per Traveltura, dobbiamo postare 4 Tweets e 2 reTweets al giorno per Internship-UK, 2 Tweets e 2 reTweets . Dobbiamo anche scrivere quattro post su Facebook al giorno sull’account di Traveltura o Internship-UK.

Durante l’orario lavorativo vengono svolti alcuni workshop. Il primo workshop che feci riguardava l’introduzione dei Sims. In sostanza questo workshop ci chiarisce come utilizzare il sistema interno dell’azienda.
Il secondo invece era su come scrivere articoli e questa presentazione ci diede alcuni consigli su come scrivere articoli per Traveltura o per Internship-UK.
Il terzo riguardava i dizionari online, e l’obiettivo di questo workshop era proporci i “migliori” e come utilizzarli appropriatamente.
Il quarto era sui social media. Poi ce n’è stato uno su Linkedin.
Infine l’ultimo è stato il progetto sulle parole-chiave .Questi workshop descrivevano le cartteristiche principali degli stessi.Lo scopo era quello di illustrarci l’importanza di trovare e possedere delle buone parole-chiave quando scriviamo articoli.

Trovare un Tirocinio

Nel settembre 2013, mentre stavo cercando un tirocinio con la mia amica, ho scoperto che non era così facile trovarne uno. Poiché il tirocinio è obbligatorio nel nostro sistema scolastico e noi volevamo farlo all’estero, abbiamo speso molte ore e mandato molte email per trovare un posto adatto dove andare. Il fatto che la nostra scuola non avesse contatti con l’estero che ci interessavano ha reso la ricerca ancora più difficile. Dunque abbiamo deciso di inizare a cercare su internet delle buone opzioni per fare il nostro ultimo tirocinio prima della laurea.

Siamo sempre stati molto interessati nel settore del turismo e dei viaggi, ed entrambi vogliamo migliorare le nostre abilità linguistiche , quindi la scelta di andare all’estero è stata facile da prendere.Sia per il fatto che eravamo interessati al settore turistico sia per il fatto che volevamo trovare un posto che fornisse l’alloggio, abbiamo iniziato a mandare email a diverse catene di alberghi locate in tutto il mondo; in totale abbiamo mandato un centinaio di email. Ad un certo punto, avevamo la sensazione che non avremmo mai trovato nessun collocamento all’estero e temevamo che avremmo dovuto fare il tirocinio nel nostro paese. Ma invece di mollare, abbiamo continuato a cercare nuovi posti e abbiamo continuato a mandare molte più email.

Quando ottenere un tirocinio in una struttura alberghiera cominciava a sembrare improbabile , abbiamo deciso di estendere il campo in cui avremmo voluto lavorare, e smettemmo di concentrarci esclusivamente sugli hotel. Così cominciammo a cercare in altri campi come Marketing o International Business. Passamo molte ore cercando un posto adatto a noi.

Infine, dopo settimane di ricerca e dopo aver mandato numerose email, trovammo un posto dove potevamo entrambi fare richiesta.. Dopo aver fatto domanda, abbiamo ricevuto due email individuali per fissare un colloquio per il tirocinio. Prima dei nostri colloqui, ci sentivamo entrambi molto nervosi, non sapevamo cosa ci aspettasse, ma una volta fatto ci sentimmo sollevati. Il giorno che abbiamo ricevuto la “lettera di accettazione” eravamo molto contenti, e dopo di ciò potevamo iniziare la preparazione per il tirocinio. Per fortuna non dovevamo preoccuparci dell’alloggio o del cibo, perchè era la compagnia a fornirli. L’unica nostra responsabilità era di prenotare il volo, avere tutti i documenti in regola, preparare le nostre cose, e saremmo stati pronti a partire.

Dopo di che abbiamo prenotato il volo e abbiamo preparato tutti i documenti, eravamo fieri di noi stessi; il fatto che finalmente avevamo trovato il tirocinio giusto ci rendeva felici, soprattutto perchè non dovevamo preoccuparci di nient’altro. Era tutto pronto per il nostro ultimo tirocinio!

Trovare un tirocinio ha richiesto un po di tempo, ma ne è valsa la pena. L’esperienza che si ottiene con un tirocinio all’estero è indispensabile; ed è completamente diverso rispetto a un tirocinio fatto nel proprio paese.
Ma dopotutto il modo in cui passare il tempo e che tipo di atteggiamento avere nei confronti del tirocinio dipende da voi stessi.

La Prima Esperienza di Lavoro all’Estero

Sono pronto? Sono abbastanza bravo? Sarò felice? Mi divertirò? Queste sono le domande che mi sono chiesto prima di partire per il mio primo tirocinio all’estero. Provavo molto emozioni diverse mentre preparavo le mie cose: ero spaventato, eccitato, felice e sopraffatto allo stesso tempo. Quando si arriva al primo tirocinio, si possono attraversare diverse emozioni, ma il primo giorno avrà un impatto per tutta la durata del vostro tirocinio. Vi darò qualche consiglio che spero vi sia utile.

Essere organizzati
Potete non essere organizzati nei primi giorni poiché vi dovete adattare al vostro nuovo ambiente e al posto di lavoro. Ciò nonostante, bisogna sempre tenere a mente che è importante tenere ordinato il proprio spazio; bisogna assicurarsi che la propria scrivania sia sempre organizzata così da trovare facilmente ciò che state cercando. Il tempo speso a riordinare non è mai una perdita di tempo!

Accettare i propri errori
Ci è stato insegnato a scuola, a casa e attraverso i media come essere perfetti. Quindi, alla fine, crediamo realmente di dover essere perfetti sempre. Tuttavia, capita di fare degli errori! Questi costituiscono una vera esperienza d’apprendimento, abbracciarli e sapere che questi possono aiutarti ad imparare molto su voi stessi e non ripeterete di sicuro questi errori di nuovo.

Stringere amicizia con il supervisor
La persona che vedrà i vostri progressi durante il tirocinio è il vostro supervisor. Sarà il vostro mentore dal primo fino all’ultimo giorno di tirocinio; vi insegnerà nuove abilità e vi allenerà. Una volta che siete in buoni rapporti con il vostro supervisore, otterrete molto di più dal vostro tirocinio e sarete più sicuri di voi nel chiedere consigli o assistenza.

Socializzare
Durante il vostro tirocinio, incontrerete moltissime persone provenienti da diversi posti, paesi e culture. Ricordare i nomi e presentarsi agli altri potrebbero sembrare azioni un po ripetitive ma molto importanti. Gli workshop e la pausa pranzo possono essere delle grandi opportunità per voi di conoscere il lavoro, i colleghi, supervisori e fare amicizia. Non ci sarà bisogno di essere pressante o estroverso; tutto ciò di cui avete bisogno è parlare con chiunque e cercare di trovare qualche interesse in comune in modo da costruire la base per una conversazione.

Non esitare a fare domande
Potreste sentirvi un po intimiditi durante i primi giorni del tirocinio come se non potete fare domande di nessun tipo. Ricordate, in Francia dicono: “ nessuna domanda è stupida” : fare domande è il miglior modo per imparare e per conoscere il settore in cui state lavorando. Il vostro tirocinio non è solo un esperienza dal punto di vista professionale dove potete acquisire nuove conoscenze ed abilità, ma crescerete anche dal punto di vista personale, fare nuove amicizie e sviluppare nuove conoscenze sul mondo che ci circonda.

Il primo tirocinio potrebbe essere una delle esperienze più belle della vostra vita,e la condividerete con gli altri tirocinanti e impararete molto su di loro e su voi stessi.

Consigli per trovare il Miglior Tirocinio all’Estero

Che sia per la scuola, per un progetto, per fare pratica di una lingua nuova o per preparare voi stessi a una carriera internazionale, un tirocinio all’estero può essere un passo importante per la vostra vita. Ma organizzare questo viaggio non è così semplice. Infatti, un’altra lingua, un’altra cultura, la paura dello sconosciuto e la complessità nell’amministrare le varie procedure sono tutti fatti che possono sembrare insormontabili. E’ per questo che dovete prepararvi in maniera efficace per il vostro tirocinio in modo da evitare un disastro.

Fate una ricerca in anticipo
La vostra permanenza all’estero non può essere pianificata di certo l’ultimo minuto. La ricerca di un tirocinio richiede tempo e un’organizzazione perfetta. L’ideale sarebbe iniziare a organizzarsi almeno 6 mesi prima della partenza, così sarà più semplice trovare il tirocinio che realmente volete, e senza lo stress di doverlo cercare all’ultimo momento.

Scegliete un paese in cui vi piacerebbe lavorare
Innanzitutto, pensate a quali lingue parlate, e valutate il vostro livello! La maggior parte degli studenti scelgono di fare il tirocinio all’estero per migliorare le abilità in un’altra lingua, ma non dimenticate che il tirocinio si tiene in un ambiente professionale.
Durante la vostra permanenza dovrete parlare, partecipare a meeting, scrivere e-mail e relazioni nella lingua del paese, vi confronterete con la compagnia stessa a proposito delle loro aspettative e considerate quanto vi sentite sicuri a lavorare al livello che essi richiedono.
In secondo luogo, stimate un budget, poiché è possibile che il tirocinio non sia pagato! Non esistate a chiedere qualche agevolazione o borsa di studio.

Sceliete l’azienda giusta
Dipende da voi scegliere la compagnia giusta per voi. Per questo motivo dovete chiedervi: Cosa mi aspetto da un tirocinio? Qual’è il contributo che posso offrire? Quali benefici potrebbe ottenere la compagnia offrendoti un posto di lavoro?

Usate la vostra rete di consocenze
Il modo perfetto per trovare un tirocinio è usare la propria rete di contatti, che possono includere amici, insegnanti, relazioni professionali.. fai sapere a tutti le tue aspirazioni e fai le domande giuste alle persone giuste. Aumentate le chanches di trovare un tirocinio tramite un passaparola.
La scuola, o l’università è un altra via per trovare buone opportunità: si possono trovare delle buone proposte tramite l’ufficio internazionale della vostra facoltà o tramite altri studenti.
Vi sarà utile fare delle ricerche su internet e raccogliere informazioni, nomi di varie aziende, contattare dettagli.. e non dimenticate di inviare il vostro CV alla persona giusta!

CV e lettera di presentazione
Il processo di reclutamento può essere diverso in ogni paese e azienda ospitante. Quindi vi suggerisco un double-check su ciò che è richiesto quando completate la domanda o mandate il CV.

Infine… in bocca al lupo con la vostra ricerca e con le vostre domande, e ricordate che un tirocinio all’estero che un’immensa quantità di opportunità, ricordi che durano per sempre, nuove abilità e nuovi amici.

Un tirocinio all’estero

Ogni anno, molti studenti scelgono di fare un tirocinio in un paese straniero, poiché non è solo un valore aggiunto al mercato del lavoro, ma è anche un’esperienza professionale e personale inestimabile. Al giorno d’oggi, sempre più compagnie assumono studenti che hanno avuto esperienze all’estero; infatti gli studenti che hanno avuto esperienze all’estero sono percepiti come persone indipendenti ed ambiziosi. Inoltre, ci si aspetta che essi siano fluenti nella lingua del paese in cui hanno fatto il tirocinio.

Per di più, andare all’estero significa arricchimento, e lo è, un tirocinio all’estero è un’esperienza unica che gli studenti ricorderanno per il resto della loro vita. L’essere da soli permette agli studenti di guadagnare autonomia e ,soprattutto, di imparare a vivere da soli, ovvero cucinare e gestire i propri compiti quotidiani.

Generalmente, basato sul fare pratica e sul livello di studio, la durata di un tirocinio va da un minimo di tre mesi a un massimo di un anno. Durante questo periodo, gli studenti possono viaggiare, scoprire nuovi paesi, conoscese nuove culture, sviluppare nuove abilità linguistiche, e forse la cosa più importante, incontrare altre persone. Mescolarsi con le altre persone è l’aspetto di un tirocinio che la maggior parte degli studenti apprezza di più, poiché gli permette di guadagnare nuovi amici di diversi paesi ed espandere la rete professionale .

Tuttavia, è molto importante che gli studenti facciano pratica della lingua locale e integrarsi con gli altri colleghi, per affetto o per fiducia in se stesso. Gli studenti possono avere la tendenza di stare solamente con persone del proprio paese; e facendo questo, i tirocinanti non avranno il beneficio di migliorare le proprie abilità nella lingua e perciò senza sfruttare al masismo quest’opportunità.

Durante un tirocinio, i soldi costituiscono un problema frequente per gli studenti. Tuttavia, esistono molti supporti finanziari come la Borsa di Studio della Mobilità Internazionale, o la Borsa di Studio del programma Leonardo Da Vinci. Inoltre è molto raro che i tirocinanti incontrino problemi di sicurezza poiché i tirocinanti sono di solito completati in paesi sviluppati come gli Stati Uniti, Inghilterra, Australia, Germania o Francia.

In conclusione, un tirocinio all’estero è un’ incredibile avventura ed esperienza che , se possibile, tutti gli studenti dovrebbero provare almeno una volta nella vita.

Shock culturale

Vivi in un Paese straniero, nel quale stai pensando di trascorrere un periodo della tua vita, ma ti senti un po’ disorientato? Non preoccuparti, non dipende dalla tua personalità non essendo una persona alla mano, ma ciò che stai provando è una normale condizione chiamata “shock culturale”. Ognuno attraversa questa fase in modi diversi, fisicamente o emozionalmente. Quando ci si trasferisce in un Paese straniero è sempre e senza dubbio, una grande sfida poiché si abbandona la propria zona di comfort per l’ignoto. Per risentirsi rilassati, è necessario prendere familiarità con il nuovo luogo e il nuovo ambiente ed avere un atteggiamento mentale positivo. La cosa più importante che si deve fare è pensare che tutto andrà bene e che ti sentirai più forte e più maturo, pronto per nuove esperienze.
La maggior parte degli scienziati sono d’accordo nel dire che lo shock culturale è dato da quattro fasi che testiamo periodicamente a seconda del livello di stress.

Eccitazione
Durante questa fase, tutto ciò che si prova è nuovo e fantastico. Ci si sente fortunati ad avere la possibilità di stare in tale luogo, la vita è bellissima e si ha un atteggiamento mentale positivo. Ci si sente invincibili e si godono tutte le immagini e i suoni del nuovo ambiente.

Ritiro
Questa può essere la fase più difficile. I semplici problemi di ogni giorno sembrano insormontabili, così si cerca rassicurazione negli altri connazionali che sono nella stessa nostra situazione. Ma se si ha un atteggiamento positivo verso la vita, allora non si passerà in questa fase.

Adattamento
Essere in questa fase significa che il peggio è passato e si deve essere fieri! Durante questo periodo la mente è orientata verso un atteggiamento positivo, si sarà più tolleranti e si saprà come aiutare gli altri connazionali che ancora devono superare la seconda fase.

Integrazione
Vi piace il luogo in cui siete, vi siete integrati con le persone del luogo e riuscite a comunicare facilmente con loro.

Come poter superare questa situazione?
Prima di tutto, ascolta te stesso e sii paziente. Gli shock culturali avvengono sempre che vi piaccia oppure no, ma con un atteggiamento mentale positivo e una sicurezza di sé, è più facile affrontarli e soprattutto vincerli!

I benefici dell’essere una persona intraprendente e come riuscire ad esserlo

“Preferisco avere una mente aperta dalla meraviglia che una mente chiusa da una fede cieca.”
Gerry Spence

Non siamo nati con una mente aperta, ma possiamo imparare come averne una una. Alcune persone sono inclini a questa mentalità, questo dipende dall’ istruzione, dagli incontri durante la vita o dalle esperienze precedenti. Mantenere una mente aperta é una delle cose più difficili (da praticare); ma bisogna sempre credere che é possibile raggiungere ogni obbiettivo che ci si propone. Ciò significa che essere aperto a chiunque e a qualunque cosa che ti trovi davanti, ti consente di cogliere diverse opportunità, culture, stili di vita, interessi.
In questo articolo troverete alcuni dei benefici che ho scoperto quando mi sono presa il tempo di osservare il mondo che mi circonda da una nuova prospettiva, e voglio darvi alcuni spunti su cui riflettere, che possono aiutarvi a rilassare la mente.

1-Goditi la vita. Avere una mente “di larghe vedute” aiuta a rendere la vita più piacevole. Senza limiti; la vita diventa un mondo pieno di opportunità e riuscirai ad apprezzare ogni opportunità che incontri sulla tua strada. Il mondo si apre, le porte si aprono e si scopre un mondo pieno di colori , al posto di quello in bianco e nero.

2-Brillare a lavoro. Essere una persona di larghe vedute é la chiave del sucesso. Con una mente aperta sei libero dal costante bisogno di avere sempre ragione, impari molte cose dal mondo intorno a te, che ti dà l’opportunità di scoprire nuove idee, di progredire, ma anche di crescere e di arricchire se stessi.

3-Produrre il cambiamento. Prima di aspettarti ogni tipo di cambiamento, bisogna cambiare il cuore della macchina: la testa. Si sa, veri cambiamenti vengono dall’interno.

4-Coltivare le relazioni. Una mentalità aperta aumenta il livello di tolleranza. Ti aiuta ad accettare le persone per quello che sono; e loro riusciranno a parlare con voi più facilmente e a confidare in voi sentendosi a proprio agio a parlare con qualcuno che risulta essere paziente ed aperto all’eventuale possibilità che esista una valida ragione per un determinato comportamento o per delle determinate sensazioni, invece di decidere che si tratta di un atteggiamento sbagliato. Si riesce, inoltre, a ricevere e dare amore più volentieri se non si traggono conclusioni affrettate sulle persone.

5- Trova le soluzioni giuste. Alcuni studi mostrano che le persone di strette vedute sono piene di pensieri negativi e soffrono di una mancanza di fiducia in sè stessi. Essi non sono capaci di prendere le decisioni appropriate perché la loro testa non gli permette di prendere in considerazione tutte le possibilità per risolvere un problema . Le persone chiuse sono solite a fallire poiché si concentrano ripetutamente sulla stessa cosa proprio come se non fossero capaci di valutare altre possibilità.

Questi sono solo cinque dei vantaggi dell’avere una mentalità aperta, ma essi sono infiniti. Ci sono parecchi modi per acquisire questa abilità, ma per me il miglior approccio é , senza dubbio, fare un tirocinio all’estero, dove si può entrare in contatto con nuove culture, imparare nuove lingue, e fare nuove esperienze, e per ultimo ,ma non meno importante, godersi la vita.

Trovare me stessa con Internship-UK

Ho passato gli ultimi sei mesi a New Romney, una piccola cittadina situata nella costa sud dell’Inghilterra, per fare un tirocinio. L’obbiettivo era migliorare il mio inglese; e questo era tutto ciò che mi aspettavo dal tirocinio e dalle persone intorno a me. Ma ho acquisito molto di più…
Prima di arrivare qui, sono sempre stata un persona molto impegnata; ho sempre studiato , avevo un secondo lavoro e tre posti onorari, dove avevo molte responsabilità e le persone facevano affidamento su di me.
La scorsa estate ho mollato tutto e sono andata in Inghilterra. Mi sentivo come se stessi mettendo tutta la mia vita in una scatola, riordinandola scrupolosamente e mettendo un freno ad essa. E fui felice di essere qui, senza nessuna responsabilità importante e senza che nessuno si aspettasse qualcosa da me. Dovevo solo stare qui e fare quello che mi avevano detto di fare. Dopo le prime tre settimana , un’altra tirocinante, che era qui da più tempo, mi ha detto: “Non riesco veramente a capire perché non sei il supervisore del settore che si occupa delle Traduzioni” e io ho risposto “Oh, per me va bene così. Non ho bisogno di essere sempre la responsabile”. Ma venne fuori che lei aveva visto qualcosa che io non avevo ancora notato.
Due mesi dopo, diventai il supervisore; ottenni sempre più incarichi, come presentare I nuovi tirocinanti, mi occupai di organizzare eventi per un paio di giorni e infine il direttore della casa dove vivevo. Ero diventata quella persona a cui si chiede un consiglio, un’opinione o semplicemente per assistenza. E qualcuno, che non era qui da molto tempo, dopo avergli detto che ero la direttrice della casa, ha esclamato “Finalmente!” Un’altra persona che che aveva visto qualcosa che io non avevo visto…
Quindi penso che mollare la mia vita e cominciarne una nuova era solo un modo di provare a me stessa che sono (realmente) quel tipo di persona che ha bisogno di essere sempre la responsabile di qualcosa. Sembra che di volta in volta abbiamo bisogno di qualcosa che ci ricordi chi siamo veramente!
Un altro esempio: Prima dell’Internship-UK ho sempre detto di non essere capace a cucinare (e con questo intendo vera cucina) ma dopo essere stata qui, dove ero il leader del ” cooking-team”e dovevo preparare il pranzo per 30 persone, e indovinate un po? Agli altri piaceva quello che cucinavo. Ero sorpresa di me stessa e così anche I miei genitori quando glielo dissi. Adesso so realmente come si cucina, ma semplicemente non mi piace!
Ho ri-iniziato ad andare in palestra qui e a fare un po di sport, che non facevo per molto tempo (come Zumba e la Box), oppure quegli sport che ho sempre voluto provare ma per cui non avevo mai avuto tempo (come Yoga). Questo mi é servito per mostrarmi quanto mi sia mancato negli ultimi anni, e appena tornata mi sono informata se c’era la possibilità di continuare tutte queste cose.

Oltre a ciò, c’è qualcos’altro che ho imparato di me stessa : riesco a condividere il mio spazio vitale con altre 15 persone ! Ero un po viziata, poiché ho vissuto da sola per un paio di anni, prima di trasferirmi in un appartamento con altri tre studenti un anno fa. Ma qui, condividi la casa con 15 persone e non solo. Vivi con le stesse persone con cui lavori, e in più sono anche le persone con passi il tuo tempo libero. A volte questo mi infastidiva, soprattutto perché non le avevi scelte e c’era qualcuno che poteva non piacerti molto. Ma altre volte mi sono divertita veramente tanto ad avere queste persone in giro per casa e non essere mai sola. Ed ho visto molte persone arrivare e andare via negli ultimi sei mesi, tra cui alcune persone veramente straordinarie che ammiro e da cui ho imparato molto. Mi sono abituata a condividere il mio spazio vitale, ed è per questo che ora è cosi difficile andar via, ma è arrivato il momento.

Per riassumere la mia esperienza del tirocinio qui, posso dire con certezza che ho imparato molte cose sul lavoro, sulla “leadership”, sulla comunicazione, sulla vita, sulle persone e, infine, su me stessa. Mi é servito per ricordarmi alcune cose che mi ero dimenticata perché ero troppo impegnata negli ultimi anni per riconoscere me stessa.
Io adesso so, di nuovo, quello che mi aspetto dalla vita, con quale tipo di persone vorrei passare il mio tempo, quali sono le cose che mi piacerebbe fare e a quale posto appartengo… per quanto difficile sia, quel posto non è qui e ho davvero bisogno di andare a casa, dove è la mia gente, e dove nuovi incarichi mi stanno aspettando.

Perché gli inglesi guidano dal lato opposto della strada?

Tutti conoscono la strana usanza degli inglesi di guidare a sinistra, ma non tutti sanno le conseguenze che questo comporta.
Quando sono arrivato ad Ashford, ho incontrato George, un ragazzo greco che lavora nella stessa azienda in cui avrei iniziato il mio tirocinio; una volta uscito dalla stazione, con mia grande sorpresa, notai che la macchina di George era una “normale” macchina europea e non una inglese. Vi confesso che sono rimasto spiazzato perché non vedevo l’ora di salire in una vera e “strana” auto inglese, ma la mia curiosità fu placata quando vidi le strade allo stesso modo strane.
Infatti gli inglesi guidano a sinistra e per gli europei è disorientante perché abbiamo sempre la sensazione che gli altri vengano contro di noi.
Questo non succede solo quando si guida, ma anche quando siamo a piedi perché solitamente prima si guarda verso il lato sbagliato e pensando che non ci sia nessuno, attraversiamo la strada, rischiando che qualche macchina appaia e ci investa.
Il motivo per cui gli inglesi guidano a sinistra risale alla Rivoluzione Francese. Prima di ciò tutti tenevano la sinistra perché era il miglior modo per sguainare la spada. Attorno al 1300, Papa Bonifacio VIII fece diventare questa tradizione una regola per tutto il mondo Cristiano. Niente cambiò fino alla Rivoluzione Francese, quando Robespierre volle cambiare questa regola per sfidare la Chiesa. Dopo di lui, Napoleone che era mancino, volle diffondere questa regola in tutta Europa ma, non essendo riuscito a conquistare l’Inghilterra, non poté cambiare loro la tipica guida a sinistra. Gli inglesi dicono che siamo noi che guidiamo in modo strano, perché è meglio guidare una macchina con la mano destra che è più forte, che con la sinistra. Se è così, qualcuno deve spiegarmi come possono tirare il freno a mano con la sinistra.

Andare all’estero – ma con i giusti motivi!

Oggigiorno, leggiamo ovunque e ci viene detto di andare all’estero perché gli studi non sono abbastanza, ci viene detto di distinguerci dalla massa, che c’è bisogno di fare esperienze professionali all’estero e di saper parlare lingue straniere. E ancora ci viene detto che se non andiamo all’estero si hanno poche possibilità di trovare il lavoro. Ma questo è vero solo in parte: senza dubbio, i tirocini o i semestri all’estero aumentano le possibilità di trovare lavoro e permettono di distinguersi da altre persone che hanno la stessa laurea, ma manca un aspetto che non viene nominato. Lo devi volere! E questa è l’unica ragione che conta davvero quando si sta valutando se andare in un altro paese. Tutte le altre ragioni non valgono niente, se davvero non si vuole farlo! Lasciatemi dire qualcosa per farvi capire meglio cosa voglio dire.
Avevo appena iniziato i miei studi in Lingue Romanze e avevo incontrato nuove persone che come me stavano iniziando quegli studi. Tra loro c’era una ragazza, il suo nome era Susan, studiava francese e spagnolo per diventare insegnante. Andavamo d’accordo e decidemmo di andare in Erasmus insieme in Francia. Pensare che non sarei stata sola mentre organizzavo il soggiorno all’estero e non avrei aspettato da sola il volo in aeroporto, mi faceva sentire bene.
Analogamente, appena arrivate a Tolosa, c’erano grandi manifestazioni e era abbastanza complicato andare dall’aeroporto all’ostello e il nostro livello di francese non era affatto buono per poter chiedere aiuto a qualcuno. Fu d’aiuto non essere sola in quella situazione. Insieme abbiamo risolto tutte le scartoffie, cercato i corsi all’università, trovato il super mercato più vicino e una lavanderia automatica. Ma non vedevo un aspetto che era ovvio: lei stava facendo quel semestre all’estero perché doveva migliorare la lingua per diventare un’insegnante. Durante il volo verso Tolosa mi disse: “Sono così contenta che siamo insieme, non avrei mai fatto quest’esperienza da sola”.
Ma io volevo divertirmi, imparare nuove cose e incontrare nuove persone. L’unica cosa che non volevo, era essere la sostituta di sua madre, che doveva prendersi cura di lei per tutto il tempo. E si rivelò proprio questo: avevamo gli stessi corsi, mangiavamo sempre insieme e siccome avevamo le camere l’una accanto all’altra, non potevo nemmeno andare in bagno senza che lei lo notasse.
Dopo tre settimane, i suoi genitori vennero a trovarla e soggiornarono tutti insieme in un hotel. Fu in quel momento che iniziai a socializzare con gli altri studenti Erasmus e a passare il mio tempo libero con loro. Fu la prima volta che riuscii a godermi il soggiorno in Francia. Ma dopo una settimana i suoi genitori andarono via e lei si aspettava che io stessi 24 ore su 24 con lei. Ma nel frattempo io avevo conosciuto altre persone con le quali volevo trascorrere il mio tempo. Susan si rivelò non essere in grado di socializzare, nonostante ci fossero all’incirca 200 studenti stranieri tra i quali ce ne doveva essere almeno uno che le sarebbe piaciuto conoscere. Iniziò a nascondersi in camera anche quando l’organizzazione degli studenti stranieri ci proponeva delle attività per il tempo libero.
Come conseguenza, iniziò a sentire la mancanza dei suoi. Non ho mai pensato che la nostalgia potesse diventare tanto forte da finire una domenica pomeriggio in ospedale, per capire il motivo della febbre e perché rigettava qualsiasi cosa mangiasse. Girammo tutto il paese in cerca di una farmacia aperta di domenica, prendemmo il medicinale che il dottore le aveva prescritto, ma non aiutò la sua malattia. c’era solo una cosa che la faceva sentire bene: la prenotazione del volo per tornare a casa due giorni più tardi. La accompagnai all’aeroporto e ci salutammo. Fu sicuramente la miglior soluzione che potesse prendere perché entrambe non potevamo goderci il soggiorno e per me, iniziò ad essere un grande piacere stare lì, così che prolungai il soggiorno di un altro semestre.
Da quest’esperienza ho imparato che un soggiorno all’estero non dovrebbe essere la realizzazione di un dovere. Susan decise di andare in Francia solo perché era necessario per i suoi studi, ma non era affatto una buona soluzione per lei.
Comunque, se qualcuno mi chiedesse un consiglio sulla scelta di andare all’estero o meno, ho una storia da raccontare. E se qualcuno ti dice sempre che devi andare all’estero per qualche ragione, non dimenticarti di chiederti se davvero lo vuoi! Se la risposta è sì, allora puoi pensare a tutte le altre ragioni, al paese dove andare e cosa fare lì. Le offerte sono abbastanza numerose, come un’esperienza alla pari in USA, il programma “Work and Travel” in Australia, studiare in Francia o fare un tirocinio in Regno Unito.